Atelier

 
Il ruolo dell’Atelier

Il nostro approccio all’insegnamento e all’apprendimento, nonché la nostra filosofia pedagogica sono stati influenzati ed arricchiti dall’approccio di Reggio Emilia

L’approccio di Reggio Emilia, nel corso degli anni, ha influenzato e arricchito il nostro metodo di insegnamento e di apprendimento, oltre alla nostra filosofia educativa in generale. La filosofia di Reggio Emilia, per chi non la conoscesse, tende a sviluppare l’innata creatività del bambino, facendo riferimento ai “Cento Linguaggi dei Bambini” La nostra scuola ha partecipato a moltissimi eventi e “giornate di studio” organizzati da “Reggio Children” e di conseguenza l’organizzazione degli spazi nella nostra scuola e nelle classi spesso riflette l’ambiente promosso da Reggio Emilia. L’elemento forse più significativo è stato l’introduzione dell’ “Atelier” e della figura dell’ “atelierista” Questo comporta l’utilizzo di un’area appositamente progettata ed attrezzata a “laboratorio artistico”, con un insegnante di educazione artistica qualificata nel ruolo di atelierista. Lo scopo dell’Atelier è di offrire ai bambini gli spazi e le opportunità di esprimere la propria innata creatività, considerandola un altro linguaggio di comunicazione.
I nostri bambini e insegnanti, sia nella Scuola d’Infanzia che nella Scuola Elementare, intraprendono progetti artistici che si evolvono nel quadro delle unità di indagine PYP, e sono sostenuti nei processi di apprendimento e insegnamento dalla nostra atelierista. Gli alunni della Scuola d’Infanzia lavorano nell’atelier in piccoli gruppi, guidati dall’atelierista, mentre gli alunni della Scuola Elementare lavorano nelle proprie classi.

Alcuni obiettivi dell’Atelier

Per rendere attive le mani, la testa e le emozioni del bambino.
Come possibilità di rendere visibili alcune delle sue grandi capacità.
Per coltivare l’immaginazione, rafforzare il senso del possibile.
Per accendere dei fuochi e delle passioni.
FINALITA’
Quotidianamente il bambino incontra nuove realtà, le vede, le sente; per gli oggetti prova ammirazione, curiosità, empatia.
In lui esiste la passionalità del conoscere, un sentimento la cui potenza può orientare un incontro e costruire un dialogo.
L’obbiettivo più grande è quello di vedere bambini, maschi e femmine che siano, ognuno con strategie proprie, individuali e di genere, e che non rimangano mai indifferenti.
METODOLOGIE
Il bambino incontra materiali diversi, sperimentali: carta, stoffa, creta, pennelli e colori, bottoni, filo di ferro, spago ecc..
Lentamente si impadronisce delle regole tecniche che servono a potenziare i materiali e a svelarne l’energia vitale.